one big onion
come un gufo durante il giorno
Una nuova fiction RAI: i 120 cani di Obama

Partita da uno sconosciuto blog umoristico di Hong Kong, la bufala della brutale esecuzione dello zio di Kim Jong Un tramite lo sbranamento compiuto da 120 cani affamati ha fatto il giro del mondo arrivando con un mese di ritardo sulle scrivanie dei solerti giornalisti italioti. Senza controllare la fonte originale di una notizia così rilevante i maggiori media italiani l’hanno prima “data in pasto” (è proprio il caso di dire) alla pubblica opinione e poi l’hanno malamente corretta una volta emersa la gaffe a livello mondiale. Ultimo strenuo battaglione a difendere l’avamposto delle figure di merda internazionali è rimasto il TG La7 che ha ripetuto la falsa notizia aggiungendo che, eventualmente, potrebbe anche non essere vera. Pretendere il bollino della verità nell’informazione italiana sarebbe effettivamente troppo, così come sarebbe assurdo pretendere dal Servizio Pubblico pagato dal Canone annuale dei telespettatori una ricostruzione storica credibile degli anni Settanta del secolo scorso: la RAI ci ha ormai abituati ad un prodotto irritante ultra-reazionario in cui si aggirano figure mai esistite nella realtà come uno pseudo Commissario Calabresi buono, amico del povero Pinelli (caduto dalla finestra della Questura di Milano per il suo famoso “malore attivo”) con i capelli disegnati con l’Uniposca nero e interpretato nientedimeno che dal comico Emilio Solfrizzi tanto apprezzato anni fa nel duo “Toti & Tata in Tele Durazzo”.

Le fiction e i film di ricostruzione storica si avvalgono ormai sempre più frequentemente della collaborazione e della “consulenza” dello scarto dei peggiori neofascisti degli “anni di piombo”. Questi topi di fogna girano a registi ex di sinistra le loro teorie improponibili come quella della “Doppia bomba” della strage di Piazza Fontana: due ordigni e un attentato bipartisan, metà fascista metà anarchico. Gli anarchici poi ritornano ad essere considerati cattivi e bombaroli come in un servizio del TG1 condotto da Bruno Vespa cinquanta anni fa, tutto torna e le intuizioni dello Pseudo Calabresi con “gli anarchici che hanno in mano lo Stato” vengono riproposte dai vecchi terroristi neri oggi storici di punta dello show-biz italiano. Del resto questo binomio tra stragismo fascista e intrattenimento televisivo ha avuto il suo battesimo premonitore quando il futuro assassino Giusva Fioravanti partecipava da ragazzino alla serie televisiva “La famiglia Benvenuti” trasmessa dalla Rai nel 1969.

Giusva Fioravanti è la figura emblematica del fascismo spettacolare italiano. Stranamente i suoi ex camerati diventati storici della Rai Tv non gli riservano il ruolo che merita in questa fiction che quotidianamente i media ci propinano per ricordarci che sì, gli Anni Settanta sono passati e i buoni hanno vinto, ma non sia mai che qualcuno riprovi a mettere in discussione il dominio incontrastato del capitale. In assenza (per adesso) di una fiction in cui il buon Giusva diventi un personaggio positivo e vanga scagionato dall’accusa di aver piazzato la bomba alla Stazione di Bologna il 2 Agosto 1980 assieme a Francesca Mambro e Luigi Ciavardini, venendo magari impersonato dal partner di Solfrizzi in Toti & Tata, dal simpatico presentatore-attore Antonio Stornaiolo, ricordiamolo mentre uccide vigliaccamente con un colpo di pistola a distanza ravvicinata l’operaio elettricista Roberto Scialabba il 28 Febbraio 1978. Ricordiamolo come boia fascista prima che ritorni ad essere un personaggio delle serie tv pagate dal canone dei contribuenti. Ma poco ci manca.

Mentre il cattivissimo Kim dava in pasto ai cani il vecchio zio, nella fiction quotidiana dell’informazione il personaggio buono, il Nobel per la Pace 2009 Barack Obama, continuava ad esportare la democrazia nell’intero pianeta attraverso l’amore, il politicamente corretto e qualche manciata di droni sparsi nei territori degli stati inferiori che proteggono e nascondono i terroristi di Al Qaeda. Ci sono volute decine di stragi e migliaia di morti quotidiani in Iraq per ricordare al mondo intero quanto sia costata e costi tuttora l’invasione americana del paese, addirittura una zona vicino Falluja (già devastata e massacrata dalle armi decisamente non-convenzionali degli USA) pare sia passata in mano alla bandiera nera dell’islamismo radicale. Il governo fantoccio non è riuscito a stabilizzare il paese e il confinante Iran, sempre segnato sulla lista nera degli “Stati canaglia”, messo a confronto con l’apocalisse irakena sembra quasi un paradiso tropicale. Del resto, si potrebbe arguire, non ha avuto la fortuna di essere salvato e invaso dagli USA: la Democrazia non è ancora arrivata con tutto il suo carico di droni e morte.

Intanto neanche il governo fantoccio per eccellenza, quello guidato in Afghanistan dall’ex agente CIA Hamid Karzai, riesce a dare soddisfazioni al prode Obama. La guerra contro i talebani continua e nessuno si prende la briga nell’informazione di tirare un bilancio su quanto sia politicamente efficace e democratico foraggiare un governo fantoccio la cui instaurazione è avvenuta palesemente tramite la corruzione e clamorosi brogli elettorali: “The U.S. was now backing a corrupt government, which was able to win re-“election” only by massive ballot-box stuffing. For example, on 2 September 2009, Dexter Filkins in The New York Times headlined “Tribal Leaders Say Karzai’s Team Forged 23,900 Votes,” and reported that in one district, Shorobak: “The ballot boxes were taken to Shorobak’s district headquarters, where, Mr. Bariz [the district’s governor] and other tribal leaders said, local police officers stuffed them with thousands of ballots. At the end of the day, 23,900 ballots were shipped to Kabul, Mr. Bariz said, with every one marked for President Karzai. ‘Not a single person in Shorobak District cast a ballot — not a single person,’ Mr. Bariz said,” because Karzai’s brother “detained the governor of Shorobak [Mr. Bariz], and shut down all of the district’s 45 polling sites on election eve.” (Our Afghanistan failure was led by Barack Obama and Hillary Clinton).

Come mai il governo americano appoggia un’oligarchia corrotta guidata da interessi economici e militari? La risposta è molto semplice, perchè anche il governo americano è un centro di potere corrotto guidato da corporations che non hanno nessunissima paura del progressista Obama, anzi, è facile concludere come non solo lo manovrino senza problemi, ma anche che il pacifista Obama sia il miglior Frontman per questo Show-Biz fatto di droni, guerre per la droga e basi militari sparse in tutto il pianeta. Non che all’interno delle frontiere ben protette degli States il Comandante in Capo del Mondo Libero si comporti poi meglio. Commentando la “pura barbarie” della politica interna di Obama, Noam Chomsky ragiona su quanto il finto bipolarismo del sistema politico a stelle e strisce si sia ormai trasformato in un palese modello di Partito Unico: “It used to be said years ago that the United States is a one-party state — the business party — with two factions, Democrats and Republicans. That’s no longer true. It’s still a one-party state — the business party — but now it has only one faction. And it’s not Democrats, it’s moderate Republicans. The so-called New Democrats, who are the dominant force in the Democratic Party, are pretty much what used to be moderate Republicans a couple of decades ago. And the rest of the Republican Party has just drifted off the spectrum” (Noam Chomsky: U.S: Politics are now ‘pure savagery‘).

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