one big onion
come un gufo durante il giorno
Pulgasari
Categories: film
Prodotto in Corea del Nord nel 1985 in circostanze misteriose (si dice che il regista sudocoreano
Shin Sang-ok sia stato prelevato dal leader Kim Jong Il dalla Corea del Sud) il film Pulgasari offre
uno straordinario esempio di come uno stato socialista abbia affrontato la tematica del mostro. Gli
effetti speciali della pellicola furono creati dallo stesso staff giapponese che aveva dato vita a
Godzilla, la creatura gigantesca presente nelle pellicole nipponiche prima e nel remake americano
poi. Ma rispetto al suo cugino capitalista Godzilla, Pulgasari ha delle caratteristiche ben diverse.
La trama del film si svolge durante la dinastia Koryo (918-1.391 dC). Un editto di un autoritario
governatore di una provincia coreana impone che tutto il ferro prodotto nella zona debba essere
usato per fabbricare delle armi. Ben presto le donne stanno piangendo per le loro pentole e gli
uomini stanno progettando una rivolta. Il fabbro locale, Takse (Ri Gwon), chiede calma, ed è un po
deluso quando il suo protetto Inde risulta essere il leader della rivolta. Ma le azioni del governatore
diventatano intollerabili, e Takse si unisce alla rivolta e viene incarcerato. Durante la sua prigionia
con gli altri membri della rivolta, Takse fa lo sciopero della fame. I suoi due figli, Ami (Chnag
Figlio Hwi) e Ana (Ri Jong Guk), gettano cibo per il loro padre attraverso la finestra della sua cella.
Takse inserisce del riso in un piccola bambola che finisce nelle mani della figlia, che si ritira a casa.
Più tardi, Ami sporge il dito durante una cucitura, e alcune gocce di sangue finiscono sulla bambola.
La bambola prende vita e comincia a mangiare tutto il ferro che riesce a trovare : si trasforma nel
mostro Pulgasari. Il mostro capeggerà dunque la rivolta, ma una volta sconfitte le truppe del re, esso
stesso comincerà a volersi accaparrare tutto il ferro della regione, compresi i mezzi agricoli dei
contadini. Mentre Godzilla è il mostro che rappresenta la minaccia proveniente dal mare e dagli
esperimenti nucleari, fortemente temuti nel giappone del secondo dopoguerra dopo Hiroshima,
Pulgasari invece è il mostro che è costretto a fare i conti con una produzione incontrollata tipica del
capitalismo selvaggio: avvisa dei rischi inerenti un produttivismo sfrenato che si ritorce contro gli
uomini e le donne che cercavano la libertà. Di fronte all’accentramento medievale dei mezzi di
produzione a scopo militare, i contadini si ribellano per poter disporre del proprio sostentamento e
della propria capacità creativa. Questa possibilità, però, una volta vinto il potere ed impossessatisi
dunque delle leve di comando, condurrà il popolo a dover fronteggiare un nemico mostruoso ancora
più potente e pericoloso di quello precedente. Sarà dunque una donna del popolo a stringere un
nuovo patto con Pulgasari, in nome di una saggezza anticapitalista contro il potere distruttivo del
mercato, e questa alleanza risulterà invincibile. Negli intenti del produttore cinematografico sui
generis Kim Jong Il, dunque, è chiaro il tentativo di mostrare in luce diversa il significato politico
del rapporto tra spesa e necessità militare e rischi di una apertura al mercato che, mentre
apparentemente si basa su principi di libertà, non può che condurre verso la catastrofe.

 

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